CHI SONO

Nasco a Trieste nel 1977.

Fra heritage experience, tessuti antichi, atelieristica, visual storytelling, art empowerment e ‘felici scoperte per puro caso’ sono co-fondatrice della piattaforma digitale Ambasceria Cult e del brand Repertoire Collection.


“È questione di cura e amore per i dettagli.

È questione di design, sensibile”


FORMAZIONE ACCADEMICA

Ho conseguito a pieni voti la laurea in architettura presso lo IUAVIstituto Universitario di Architettura di Venezia e il Master di Secondo Livello “A.B.I.T.A. – Architettura Bioecologica e Innovazione Tecnologica per l’Ambiente” presso il Centro di Ricerca Interuniversitario fondato tra l’Università degli Studi di Firenze e altri Atenei italiani.
Attualmente sto seguendo a Bologna il Corso di Formazione Triennale in Arteterapia indirizzo Arti Visive e Performative presso Nuove Arti Terapie.

ATTIVITÀ DI RICERCA

Ho svolto attività di ricerca sul tema della sostenibilità applicata a processi territoriali attuati a livello multisettoriale quali architettura, design, arte pubblicaartigianato artistico, moda e costume. Nello specifico per il settore architettura ho ricoperto il ruolo di consulente tecnico/scientifico per progettazione urbana sostenibile e architettura bioclimatica presso istituzioni pubbliche, istituti di ricerca e privati.
ATTIVITÀ PROFESSIONALE
Mi sono occupata di restauro architettonico e marketing territoriale, svolgendo ricerche che analizzano le possibili sinergie che possono instaurarsi fra differenti discipline per la tutela di territori, periferiecentri storici, associazioni e imprese così da valorizzarli considerando l’opportunità che tutti i soggetti che intervengono a vario titolo nella formulazione dell’offerta culturale, sociale, civile ed etica del territorio contribuiscano in maniera sinergica al suo sviluppo, attraverso nuove soluzioni tecnico-organizzative, in grado di pianificare il sistema degli interventi.
IL MIO RUOLO

Mi sono sempre definita un “architetto atipico” nella modalità di lasciarmi costantemente contaminare da aspetti e conoscenze che solitamente non riguardano la professione in senso stretto. Mi sono attualizzata approfondendo le mie competenze quale project and communication manager attingendo da studi ed attività svolte nel corso degli anni durante esperienze professionali correlate a temi e/o settori quali: cultura dell’eco-sostenibilità, arti visive, project management, arti applicatemarketing, arti performative e comunicazione. Conoscenze e competenze che sono state approfondite e arricchite nel corso degli anni in città come Venezia, MilanoFirenze, PisaVerona, Pistoia, Bologna e Trieste, dove ora risiedo.

Sono da sempre convinta che solo chi è capace e preparato in direzioni diverse ma integrate tra loro attraverso un costante crossover disciplinare, possa essere realmente capace di affrontare le nuove richieste, collocandosi così sul mercato in una modalità adeguata e soprattutto attuale, sostenendo e preparando i vari “attori” territoriali (professionisti, maestranze, imprenditori, istituzioni, aziende, artigiani, privati, associazioni, commercianti, creativi e artisti) in una direzione capace nel prevedere ed intuire nuovi scenari da pianificare in proiezione a medio e lungo termine in sinergia. Anticipare e immaginare ipotesi future rendendole tangibili è un approccio questo che da sempre appartiene al ruolo dell’architetto.

Una nuova figura come “nodo di aggregazione“ fra differenti professionalità presenti nel tessuto territoriale, diventando punto di riferimento nel far dialogare realtà diverse e metterle a sistema fornendo idee e quindi soluzioni.
Ciò avviene solo dopo averne studiato a fondo le peculiarità per essere così in grado di interfacciare successivamente diverse competenze e capacità secondo il rispetto di due linee prevalenti:
– quella tradizionale di conservazione e di tutela del patrimonio culturale e di conoscenze;
– quella innovativa facendo in modo che la tecnologia e i new media si mettano a disposizione soprattutto delle nuove generazioni per comunicare lo stesso patrimonio culturale e di conoscenze rendendolo così capitale rinnovato nei messaggi, definendo strategie e linguaggi trasversali e diversificati capaci di attivare e valorizzare in modalità attualizzata il prodotto, il progetto, la creazione, il manufatto, la realtà nel contesto territoriale in cui ci si trova ad operare.

“Una descrizione esatta esclude la bizzarria, il lirismo delicato o violento. Uno stile risentito potrebbe solo toglierle precisione e ricchezza”

(René Magritte)